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“C’era una volta mia madre” di Ken Scott

LA FORZA FEROCE DI UNA MADRE

La storia

Questa è una storia tanto favolosa da non sembrare vera. Invece lo è. Esther è una madre attenta e premurosa con i propri cinque figli. Quando nasce Roland, il sesto, con una malformazione al piede, la donna, invece di scoraggiarsi, esibisce una determinazione e una forza quasi feroci che la spingono a trovare un rimedio perché il figlio possa camminare e addirittura gli promette un futuro meraviglioso. La fede e la dedizione le permetteranno di mantenere la promessa: Roland camminerà e diventerà un uomo di successo nel lavoro e negli affetti.

A chi?

Alle madri e ai figli – specie se maschi, che vogliono attraversare i bordi di una relazione primaria in cui l’amore materno è vitale eppure velenoso.

Perché?

Per leggere un film tratto dall’autobiografia di Roland Perez, il sesto figlio, che ti fa entrare nel corpo di un legame indissolubile dove la madre esibisce la propria energia luminosa ma anche la propria cupa ombra che copre, appanna, spegne le scelte del figlio Roland,  prigioniero di una vita che gli appartiene poco.

Lo stile

Uno sguardo ironico osserva il bimbo con il piede torto che si trascina allegramente sul linoleum del corridoio di casa, un tono elegiaco segue  lo sguardo lucido della madre anziana quando viene confinata nella sua stanza. Una rappresentazione ariosa eppure tragica del dramma di un amore totalizzante.

Da vedere

Per farsi trascinare da una storia di lotta e di successo, di cadute e di risalite in cui il coraggio e la generosità vincono la partita contro gli ostacoli, anche se l’amore non è – e non può essere, perfetto.

Immagine della locandina del film C’era una volta mia madre di Ken Scott, usata solo ai fini di discussione e critica artistica

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