
La storia
Un viaggio di formazione che ha come protagonista Helen che a vent’anni lascia la sua città, Napoli, per fuggire da una famiglia distante e da un compagno indifferente. Va in Inghilterra, lavora come babysitter e incontra un uomo per cui esplode la passione. Da questo incontro derivano una serie di esperienze intense: il tormentato desiderio di un figlio, le complicate relazioni con le figlie di lui che costringono Helen a trovare nuove strade.
Sicuramente Helen è un pulcino, un animale tenero, ma non stupido, piccolo ma non per sempre. La presenza del pulcino ha anche un’altra motivazione, ed è nascosta tra le righe della storia. Che, forse, è anche la tua.
Le recensioni
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Premio speciale Pianeta Donna
15^edizione Premio Letterario Internazionale Montefiore
https://www.sololibri.net/Come-un-pulcino-Cristiana-La-Capria.html
Intervista Giornaleradio podcast
La cura delle fragilità e il coraggio di rinascere
di Giuseppe Di Liddo
Con Come un pulcino, Cristiana La Capria costruisce un romanzo di formazione emotiva che si muove con delicatezza tra le pieghe della vulnerabilità umana, intrecciando il tema della cura con quello della ricerca di sé. Ambientato nella suggestiva Oxford innevata, il racconto segue il percorso di Helen, una giovane tata italiana trasferitasi in Inghilterra, donna segnata da ferite profonde ma capace ditrasformare il proprio dolore in attenzione verso gli altri.
L’autrice sceglie una narrazione fortemente centrata sui personaggi e sulle relazioni, privilegiando l’introspezione psicologica rispetto all’azione. Helen emerge fin dalle prime pagine come una protagonista complessa: ansiosa, fragile, spesso in lotta con i propri limiti, ma animata da una straordinaria capacità empatica che la rende credibile e profondamente umana. La sua esperienza con i bambini della famiglia Moore non rappresenta soltanto un lavoro, ma un vero e proprio laboratorio affettivo nel quale la protagonista continua a confrontarsi con le proprie mancanze e i propri desideri.
Uno degli aspetti più riusciti dell’opera è la costruzione del tema della cura. I bambini, gli anziani, i malati dell’ospedale, le persone sole: tutti entrano nella vita di Helen e diventano tasselli di un mosaico umano in cui la fragilità non è mai motivo di esclusione, bensì occasione di incontro. La lettura ad alta voce, che attraversa l’intero romanzo come un filo rosso, assume una funzione quasi terapeutica: le storie diventano rifugio, strumento di comunicazione e ponte tra mondi interiori spesso difficili da raggiungere.
Particolarmente efficace è anche la rappresentazione del passato della protagonista. Le ferite familiari, il senso di inadeguatezza, l’aborto spontaneo e la difficile relazione con Nicola non vengono utilizzati come semplici elementi melodrammatici, ma come parti integranti di un percorso di crescita che porta Helen a comprendere che il futuro non può essere costruito restando prigionieri della nostalgia.
La scrittura di Cristiana si distingue per fluidità e naturalezza. Il linguaggio è accessibile ma mai banale; i dialoghi risultano spontanei e contribuiscono a delineare con precisione le diverse personalità che popolano il romanzo. L’autrice dimostra inoltre una particolare sensibilità nella descrizione delle emozioni e delle dinamiche relazionali, evitando facili sentimentalismi e privilegiando una narrazione misurata, capace di affidare ai piccoli gesti e alle sfumature psicologiche gran parte della propria forza espressiva.
Anche il rapporto nascente tra Helen e Saffron si sviluppa con credibilità e gradualità. Non si tratta della classica storia romantica costruita su colpi di scena, ma dell’incontro tra due solitudini mature che imparano lentamente a riconoscersi attraverso la comune passione per la lettura, la scrittura e l’educazione.
Come un pulcino è un romanzo che parla di rinascita senza enfasi, affidandosi alla forza delle relazioni autentiche e alla capacità dell’essere umano di ricominciare anche dopo le sconfitte più dolorose.
Un’opera che invita a riflettere sul valore dell’ascolto, dell’accoglienza e della letteratura come strumento di cura. La sua forza risiede proprio nella semplicità con cui affronta temi universali, trasformando la quotidianità in un luogo di crescita e di speranza.
Un romanzo delicato e coinvolgente, capace di raccontare come le ferite possano diventare aperture verso una nuova possibilità di vita, proprio come un pulcino che rompe il guscio per affacciarsi al mondo.
