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“Il maestro” di Andrea Di Stefano

QUANDO LA RACCHETTA SERVE A COLPIRE LA VITA

La storia

Felice, tredici anni, porta un nome che indica uno stato emotivo opposto al suo, reso cupo dal peso dell’aspettativa paterna che lo crede un futuro campione di tennis.

Quando arriva il momento di vincere gare di respiro nazionale, Felice viene affidato dal padre a Raul Gatti, un ex tennista con un equilibro instabile. L’incontro dei due inizia con duri scontri che danno origine a un profondo e straordinario viaggio che, nel corso di un’estate, lascerà un segno indelebile che cambia il futuro di entrambi.

A chi?

Adulti e giovani amanti del tennis e della competizione, non solo sportiva.

Perchè?

Per infilarsi tra le fessure di un legame tra un adolescente irrigidito dalle regole e un uomo lacerato dai fallimenti e sperimentare insieme a loro il potere della trasformazione.

Lo stile

La costruzione di una storia drammatica con picchi  tragici e rocamboleschi si aggancia soprattutto ai primi piani del corpo dei protagonisti che riflettono, nelle loro curve e negli spigoli, il buio della sofferenza e il bagliore del coraggio di cambiare.

Da vedere

Per scendere in campo con la racchetta, difendersi e colpire gli sbagli della vita

Immagine della locandina del film “Il maestro” di Andrea Di Stefano utilizzata a scopo di critica e discussione

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