LA FATICA DEL TALENTO

La storia
Per inseguire la sua vocazione Paul, quarant’anni, è disposto a lasciare la professione di successo come fotografo: scrivere è tutto quello che vuole fare. La scelta lo porta a contatto con il lavoro precario, le cantine da svuotare, gli scarichi da riparare, i cortili da ripulire in cambio di una retribuzione ridotta all’osso. La sua scelta si scontra con il rifiuto della famiglia, degli amici, dei colleghi. Ma il sudore lo porta verso l’autenticità cercata.
A chi?
A chi sente di avere una vocazione e cerca una spinta per spiccare il volo.
Perchè?
Per sentire addosso gli effetti del coraggio di cambiare che lascia graffi, fa sudare, rompe le ossa. Ma il finale porta al cuore della passione cercata.
Lo stile
Una regia sobria, come la storia che mette in scena, si esprime tramite primi piani fanno parlare il corpo che ha freddo, che ha fame, che si sforza. E così lo spettatore e la spettatrice arrivano al traguardo con la stessa fatica del personaggio.
Da vedere
Per andare controcorrente e imparare da una storia che, sottovoce, ricorda che nelle vene della scrittura scorre l’esperienza viva di chi scrive.

Immagine del film “La mattina scrivo” di Valérie Donzelli utilizzata solo a scopo di critica e discussione
